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ATTENTI AI LUPI: LIU RUOWANG NE PORTA CENTO, A NAPOLI” — EXIBART.COM

ATTENTI AI LUPI: LIU RUOWANG NE PORTA CENTO, A NAPOLI” — EXIBART.COM

Attenti ai Lupi: Liu Ruowang ne porta cento, a Napoli

 

L’artista cinese Liu Ruowang invade Napoli con Wolves Coming. Una carica di cento sculture di lupi famelici, per richiamare l’attenzione sul #climatechange
Liu Ruowang, ph. Michele Stanzione

È stata recentemente presentata a Napoli, in Piazza Municipio, Wolves Coming, installazione composta da un branco di lupi, realizzata dall’artista cinese Liu Ruowang e curata da Matteo Lorenzelli della galleria milanese Lorenzelli Arte – dove abbiamo visto una sua mostra l’anno scorso -, in collaborazione con l’artista Milot e promossa dall’Assessorato alla Cultura e al Turismo del Comune di Napoli.

Chi è Liu Ruowang

Pittore e scultore, Liu Ruowang è considerato uno dei massimi esponenti dell’arte contemporanea della Cina. Nato nel 1977 nel distretto di Yulin, al nord della provincia di Shaanxi, Liu Ruowang ibrida elementi della tradizione secolare e influssi della cultura occidentale, dando vita a sculture imponenti, realizzate in bronzo, a volte anche colorato, sorta di proiezione tridimensionale delle figure della pittura cinese. Le opere sono di forte impatto visivo e si prestano a una profonda interazione con il pubblico, che si trova come immerso in composizioni quasi cinematografiche, provando un sentimento misto tra lo stupore e il divertimento.

Liu Ruowang, Original Sin, 2019

La carica di Liu Ruowang, da Venezia a Napoli, passando per Torino

Si presenta infatti come una scenografica invasione monumentale, quella attuata da Liu Ruowang a Napoli, nella splendida cornice visiva compresa tra Palazzo San Giacomo e il Maschio Angioino, con ben cento statue di lupi, ognuna del peso di 280 chili, che assediano la figura di un guerriero pronto a dare battaglia.

In realtà, il famelico branco di Liu Ruowang, prima di approdare a Napoli, è già stato protagonista in altre zone nel nostro Paese, per quelli che potremmo chiamare veri e propri assedi alla cultura. I precedenti risalgono al 2015, prima in occasione della 56ma Biennale di Venezia, quando i lupi furono esposti nel Padiglione della Repubblica di San Marino e poi presso il cortile del Rettorato dell’Università di Torino.

Ma se con le esposizioni del 2015 la denuncia era rivolta alla distruzione della cultura e dell’arte, con il branco dalle fauci insanguinate che circondava, a Venezia, una riproduzione della Pietà di Michelangelo, mentre a Torino una catasta di libri, a Napoli il significato dell’installazione assume una sfumatura diversa.

In un momento storico in cui l’attenzione è rivolta al #climatechange, Liu Ruowang ci pone di fronte alla metafora della natura che si ribella contro l’arroganza e la barbarie dell’uomo contemporaneo, ricordando che le azioni compiute hanno un loro peso e soprattutto delle conseguenze.

E così, il povero guerriero con la spada sguainata simboleggia l’intera umanità che, improvvisamente, si trova ad affrontare gli effetti del proprio operato, dando vita a una lotta drammatica e senza speranza. Infatti, oltre alla composizione corale – che per dimensioni può ricordare le grandi installazioni di arte contemporanea a piazza del Plebiscito –, spicca la disparità della forza tra la componente umana e quella della natura.

Il minaccioso branco di lupi plasmato da Liu Ruowang, composto da ben cento fusioni in ferro, ciascuna del peso di 280 kg, sembra voler attaccare un impotente guerriero; è un’allegoria della risposta della natura alle devastazioni e al comportamento predatorio dell’uomo nei confronti dell’ambiente. Ed è, nel contempo, una riflessione sui valori della civilizzazione, sulla grande incertezza in cui viviamo oggi – resa ancor più evidente dai drammatici effetti del covid-19 – e sugli effettivi rischi di un annientamento irreversibile del mondo attuale. “Wolves Coming” rappresenta quindi una vera e propria critica nei confronti di un mondo votato all’autodistruzione e i lupi sono un appello disperato alla salvaguardia ambientale di tutto il pianeta.

Il progetto è stato ideato in occasione delle celebrazioni dei 50 anni di relazioni diplomatiche tra la Repubblica Italiana e la Repubblica Popolare Cinese ed è stato reso possibile grazie alla collaborazione tra le Gallerie degli Uffizi e il Comune di Firenze.

Organizzata grazie a Matteo Lorenzelli, titolare della galleria milanese Lorenzelli Arte, la mostra si propone di instaurare un legame fisico, intellettuale e anche ludico con la cittadinanza, stimolando curiosità e partecipazione, così da avvicinare un pubblico più ampio di quello che frequenta solitamente mostre e musei.

Primo evento in uno spazio pubblico all’aperto che vede impegnati il Comune e gli Uffizi dopo i mesi di lockdown, “Wolves Coming” interagisce liberamente con l’architettura cittadina, con i suoi abitanti o con chi è solo di passaggio, rispondendo così a un preciso intento dell’autore, il quale sostiene che “per insegnare amore e rispetto per l’arte alle nuove generazioni, il metodo migliore sia far entrare l’arte nella vita quotidiana, rendendo i musei sempre più accessibili e non solo. Le mie sculture, ad esempio, sono collocate nelle piazze: così l’arte crea anche un legame con gli spazi pubblici. È importante costruire una cultura del bene comune”.

Prima di arrivare a Firenze, i lupi di Liu Ruowang avevano “invaso” Napoli, dove erano stati posizionati in piazza del Municipio.

PROJECT MANAGER per Lorenzelli Arte Lisa Tavazzani

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